13 MAGGIO - UN GIORNO DI RIFLESSIONE E COSCIENTIZZAZIONE - RADIO CONNESSIONE

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mercoledì 13 maggio 2020

13 MAGGIO - UN GIORNO DI RIFLESSIONE E COSCIENTIZZAZIONE



Il Brasile fu l'ultimo paese indipendente delle Americhe ad abolire la schiavitù per i discendenti degli africani.
Lei Áurea (“Legge d'Oro”), promulgata il 13 maggio 1888.

L’editto fu firmato dalla Principessa Isabel, figlia dell'imperatore del Brasile Dom Pedro II, mentre il padre era in viaggio all’estero.

L'abolizione della schiavitù fu il risultato di un lungo processo di natura politica, economica e sociale. Prima della Legge d'Oro, altre tre leggi avevano cominciato a rendere più difficile il commercio e il mantenimento del lavoro degli schiavi nel paese.

Nel 1850, fu approvata la Legge Eusébio de Queiroz che proibiva il commercio internazionale degli schiavi. Diminuiva cosí la quantità di schiavi sul mercato e la "merce" diventava molto più costosa.

Vent’anni dopo, nel 1871, quelli nati dopo questa data, con la Legge del Ventre Libero si rendevano automaticamente liberi i figli degli schiavi.

Nel 1885, la Legge Saraiva-Cotegipe, conosciuta anche come Legge dei Sessantenni, abrogava lo stato di schiavitù agli afro-brasiliani con più di 65 anni.


Questi primi passi per l’abolizione definitiva della schiavitù furono dovuti a una forte pressione inglese. Le ragioni non erano umanitarie, ma prettamente economiche. All´Inghilterra, potenza industriale dell’800, interessava espandere il mercato in Brasile e, di conseguenza, aveva bisogno di convertire gli schiavi in manodopera salariata.

Parallelamente alla riduzione del numero degli schiavi, nelle piantagioni di caffè, vi fu l’aumento dell’immigrazione europea (e li entrano in questa sporca storia i nostri ancestrali italiani che soffriranno l'abuso della classe "superiore").
Per i grandi fazendeiros cominciava a divenire più economica e redditizia la manodopera degli immigrati. Era abbondante e a buon mercato, più del lavoro degli schiavi.

Tutto questo avveniva contemporaneamente al sorgere del movimento abolizionista e alla resistenza della popolazione nera, che si ribellava e fuggiva per formare i famosi "quilombos".

Nel 1887, l'esercito locale aveva smesso di catturare schiavi fuggiaschi per restituirli ai fazendeiros.
Nel 1888, il censimento dell'Impero mostrava che solo il 15% della popolazione nera rimaneva in stato di schiavitù. Questo anche grazie al grande numero di schiavi che si affrancava comprando la propria libertà.


In questo contesto, la promulgazione della Legge d'Oro arrivava – IN RITARDO – a riconoscere un dato di fatto.

Ma quello che é più importante constatare é che dopo l'abolizione della schiavitù, non é stata presa nessuna misura per inserire la popolazione nera nella società brasiliana.

Non ci fu nessuna procedura per facilitare l'accesso degli afro-brasiliani al mercato del lavoro e all’acquisto della terra, della casa o di altre proprietà. I liberti erano lasciati ai margini anche delle politiche sanitarie ed educative. Di fatto si impediva loro di esercitare il pieno diritto alla cittadinanza.

C'è ancora una lunga strada da percorrere. Per tutto questo, il 13 maggio per il Brasile, più che un’occasione di celebrazione, è giorno di riflessione e di coscientizzazione. L´abolizione della schiavitù non é stato un atto di benevolenza dei padroni, ma un lungo processo di lotta per la libertà.

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